Odore di morte, di disperazione, di dolore, di rabbia.
Odore di sangue, di zolfo, di bruciato.
Fabio Bucciarelli e Stefano Citati ci restituiscono in un libro tutto ciò che hanno “respirato” in prima linea, nella guerra in Libia. La loro esperienza ci viene addosso, pagina dopo pagina, con una zaffata di immagini in bianco e nero che raccontano la morte del raìs, quella dei ribelli e dei lealisti, l’agonia dei prigionieri, delle donne nei centri di accoglienza, dell’attacco finale a Sirte, dei giovani shabab che esultano dopo la liberazione.
Tra le tante testimonianze, quella di Abdul Wahab Igali: “Da bambino ci venivano raccontati vita e miracoli dei raìs, insegnato che lui è il padre della nazione, l’amico dei poveri. Da ragazzo dovevi studiare il Libretto Verde da lui scritto. All’università tutti i mezzi di informazione descrivevano le sue gesta. (…) A 18 anni cominci a capire che nulla cambia, che tutti gli annunci e le promesse che lancia non si avverano mai: case dignitose, un lavoro e buoni salari. Invece nulla e un giorno passa uguale all’altro senza speranze di cambiamento, ed è questa la cosa più triste e pesante.”
Proprio così.

L’odore della guerra. Inviati al fronte.
di Stefano Citati e Fabio Bucciarelli
Prefazione di Mimmo Càndito
Alberti editore